Cadere, rialzarsi: il futuro da scrivere…

Quando Valeria arrivò alla stazione di Bologna si trovava in uno stato psichico debilitato, anzi per dirla in maniera più schietta, era distrutta. Senza soldi, con un passato da dimenticare, da sola, con un futuro che non aveva la forza di scrivere. Troppi segni nel cuore, troppe ferite che non era stata capace di evitarsi. Non si sapeva proteggere, pensava lei. Faceva freddo, l’aria era gelida, tirava vento, ma Bologna trasmetteva comunque vitalità, giovani artisti e creativi ovunque, persone che forse avevano trovato il loro posto nel mondo, o che almeno lo cercavano. Così Valeria camminava a passo svelto, ormai da casa sua la separavano più di mille chilometri, era al sicuro, ma ancora non riusciva a sentirsi al sicuro. Via del Moro 21, la via del suo airbnb, la tua destinazione si trova tra 100 metri sulla destra continuava a dirle Google Maps, ma lei era sovrappensiero e tirava dritto. Fino ad arrivare nei pressi della libreria di quartiere “Leggi con noi” si chiamava. Aveva sbagliato strada. Sulle vetrine della libreria era esposto un cartello “oggi dalle 17 laboratorio di scrittura creativa gratuito”. Senza nemmeno pensarci, con addosso le valigie e la stanchezza del viaggio entrò nella libreria. Almeno una dozzina di partecipanti, con fogli, penne, tutti intenti a mettere nero su bianco le proprie emozioni. Iniziò anche lei, di getto, diede inizio ad un flusso di coscienza che durò due ore senza pause. Accanto a lei un uomo, un ragazzo senegalese della sua età più o meno, quarant’anni. Lui, esattamente come lei, stava scrivendo ininterrottamente dall’inizio del laboratorio. Nemmeno si erano accorti della presenza l’uno dell’altra. “Avete ancora 10 minuti” avvisò la docente. Alzarono lo sguardo soltanto allora, come dopo un sonno durato giorni, e si guardarono.

Dieci anni di maltrattamenti, di offese, dal suo compagno, un lavoro perso a causa della gelosia di lui, una città piccola e ignorante, due genitori che non avrebbero tollerato una figlia divorziata, una vita spesa soltanto a sopportare, lei. In Italia da vent’anni, aiutava la famiglia d’origine in Senegal che era ridotta alla fame, più di dieci anni per essere accettato ed integrarsi, ogni piccolo mattoncino costruito soltanto grazie alla forza di volontà, lui.

Due solitudini che si incontravano e si riconoscevano attraverso il movimento della penna sul foglio.

Così cominciò la storia d’amore di Valeria e Badu, dalle macerie di un’esistenza logorata, con una forza che non sapevano di avere. Una storia d’amore che va avanti ormai da vent’anni, che non si è mai piegata alla stanchezza dei giorni che passano, un amore cresciuto nella diffidenza di chi si apre a poco a poco, un amore che ha saputo concedersi il tempo di lasciarsi andare.

Valeria e Badu li conoscono tutti nel quartiere, lei è la Presidente di un’associazione che aiuta donne vittime d violenza, le assiste e le coccola come se fossero tutte sue sorelle, e attraverso loro lei rinasce e si rigenera tutti i giorni. Badu invece è ormai un libraio affermato, nella sua libreria un mix di letteratura italiana e senegalese, un incontro di culture.

Ognuno è preso con le proprie attività, tra mille impegni e mille appuntamenti. Una cosa però resta sacra: qualunque cosa succeda, tutti i martedì Valeria e Badu tengono un laboratorio insieme, solitamente nella sede dell’associazione di Valeria. Si tratta di un laboratorio di scrittura creativa, fuori, sulla vetrina, appendono sempre un cartello “oggi corso di scrittura creativa gratuito”.

Quante amicizie, quanti amori, quante storie può raccontare quel corso: le storie di chi pensa che tutto sia perduto, di chi in fondo al tunnel vede il buio, di chi però nel profondo del cuore crede ancora che un raggio di luce sia possibile.

Rossella C.

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