Un mondo abitabile

Sarebbe bello svegliarsi al mattino
e trovare il mondo come lo vorremmo,
non perché sia finalmente giusto,
ma perché sia, almeno, vivibile.

Un mondo che non chiede di correre
per sentirsi degni,
che non confonde il fare con l’essere
e non pesa sulle spalle appena apriamo gli occhi.

Un mondo in cui il tempo non scivola via,
ma si deposita, lasciando senso.

Sarebbe bello che le parole tornassero a contare,
non per spiegare tutto,
ma per dire l’essenziale;
e che i silenzi non fossero vuoti da colmare,
ma spazi in cui riconoscersi.

Immagino un risveglio senza maschere,
con i sogni ancora fragili tra le mani
e la consapevolezza che nulla è davvero perduto
finché siamo capaci di guardare.

Un mondo in cui gli errori non definiscono chi siamo,
ma ci insegnano come restare umani
senza rinunciare alla nostra complessità.

Forse questa piccola visione poetica non cambia il mondo,
perché il mondo resiste ai desideri.

Ma può curare, almeno un poco,
lo sguardo con cui lo attraversiamo.

E a volte è proprio questo l’inizio:
imparare a guardare la realtà con più attenzione,
con più gentilezza,
per renderla, almeno un poco,
più simile a come la desideriamo.

Nota dell’autore

“Un mondo abitabile” è una riflessione sul desiderio, comune a molti di noi, di vivere una realtà più umana, consapevole e accogliente. Non parla di un mondo perfetto o privo di difficoltà, ma di un mondo in cui sia possibile respirare senza sentirsi costantemente in affanno, in cui il valore di una persona non dipenda esclusivamente da ciò che produce o raggiunge.

Le immagini e i pensieri contenuti in questo testo nascono dall’esigenza di rallentare e osservare ciò che spesso sfugge nella fretta quotidiana: il peso delle parole, il significato dei silenzi, la gentilezza nei rapporti umani, la possibilità di accettare i propri errori senza esserne definiti. È un invito a recuperare uno sguardo più attento e più profondo sulla realtà, riconoscendo che la complessità della vita non è un limite da eliminare, ma una dimensione da comprendere.

Forse non possiamo cambiare il mondo con un pensiero o con una pagina scritta. Possiamo però cambiare il modo in cui lo attraversiamo, imparando a guardarlo con maggiore sensibilità, empatia e consapevolezza. Ed è spesso da questo piccolo cambiamento interiore che nascono le trasformazioni più autentiche e durature.

Biagio Banigi

Loading

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *