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Come creare complicità in una relazione
La complicità è una delle cose più belle che possono nascere tra due persone. Non è soltanto andare d’accordo o condividere gli stessi interessi: è quella sensazione particolare di sentirsi bene insieme, di capirsi anche senza dover spiegare tutto e di sapere che dall’altra parte c’è qualcuno con cui poter essere davvero se stessi.
In una relazione la complicità non nasce necessariamente all’inizio. A volte arriva con il tempo, attraverso le esperienze condivise, le conversazioni, le risate, le piccole abitudini e anche attraverso i momenti difficili che una coppia impara ad affrontare insieme.
Ma come si costruisce?
Parlare davvero, non soltanto parlare
Una coppia può parlare ogni giorno e, allo stesso tempo, conoscersi poco.
Raccontarsi cosa è successo durante la giornata è importante, ma la complicità nasce soprattutto quando si riesce ad andare un po’ più in profondità.
Parlate dei vostri desideri, delle vostre paure, dei progetti che avete in mente, delle cose che vi fanno stare bene e anche di quelle che vi fanno soffrire.
Fatevi domande.
Non soltanto per conoscere informazioni sull’altro, ma per capire come vede la vita, cosa sogna, cosa lo emoziona e cosa considera davvero importante.
Sentirsi ascoltati è uno dei primi passi per sentirsi vicini.
Imparate ad ascoltarvi
Ascoltare non significa semplicemente aspettare che l’altra persona finisca di parlare per poter rispondere.
Significa prestare attenzione.
A volte chi amiamo non ha bisogno di una soluzione, ma soltanto di sapere che qualcuno ha compreso quello che sta vivendo.
Un “capisco perché ti senti così” può essere molto più importante di un consiglio dato troppo in fretta.
Quando una persona sente di poter parlare senza essere giudicata, tende naturalmente ad aprirsi di più. Ed è proprio da questa libertà che può nascere una complicità profonda.
Ridete insieme
Non sottovalutate il potere di una risata.
Avere delle battute che capite soltanto voi, ricordare episodi divertenti, prendervi un po’ in giro con affetto o ridere delle piccole stranezze della vita quotidiana crea un linguaggio tutto vostro.
Una coppia complice non deve necessariamente vivere sempre momenti straordinari.
A volte basta stare sul divano, guardare qualcosa insieme e ridere per una sciocchezza.
Sono proprio questi momenti apparentemente insignificanti che, con il tempo, diventano ricordi importanti.
Create piccoli rituali tutti vostri
La complicità cresce anche attraverso le abitudini condivise.
Un caffè insieme la mattina, una passeggiata dopo cena, un messaggio durante la giornata, una telefonata prima di dormire, un posto dove tornate volentieri oppure una canzone che ormai associate alla vostra storia.
Non servono grandi gesti.
Avere qualcosa che appartiene soltanto alla coppia crea un senso di familiarità e di appartenenza.
Sono piccoli rituali che dicono: “Questo è qualcosa che abbiamo costruito insieme”.
Fate cose nuove insieme
La routine può essere piacevole, ma una relazione ha bisogno anche di nuove esperienze.
Provate un ristorante diverso, organizzate una gita, visitate una città, imparate qualcosa insieme oppure fate semplicemente una cosa che nessuno dei due ha mai fatto.
Condividere esperienze nuove permette di creare ricordi.
E i ricordi condivisi diventano una parte importante della storia di una coppia.
Non è necessario organizzare continuamente qualcosa di speciale. Anche una piccola novità può interrompere la ripetitività delle giornate e riportare un po’ di entusiasmo nella relazione.
Coltivate interessi comuni, senza rinunciare ai vostri
Avere interessi in comune può aiutare molto a creare complicità, ma non significa dover fare tutto insieme.
Una coppia sana non è formata da due persone che rinunciano alla propria individualità per diventare una sola.
È bello avere passioni condivise, ma è altrettanto importante avere spazi personali.
Raccontarsi poi ciò che si è fatto, scoperto o vissuto senza l’altro può diventare un modo ulteriore per conoscersi.
La distanza, quando è vissuta bene, non allontana necessariamente. A volte permette di avere qualcosa di nuovo da raccontarsi.
Non smettete di corteggiarvi
Uno degli errori più comuni nelle relazioni lunghe è pensare che, una volta conquistata una persona, non sia più necessario dimostrarle il proprio interesse.
In realtà il corteggiamento dovrebbe semplicemente cambiare forma.
Un complimento inatteso, un messaggio affettuoso, un fiore, una carezza, una cena preparata pensando all’altro o semplicemente un “sono felice di stare con te” possono mantenere viva quella sensazione di essere ancora scelti.
Non bisogna dare per scontata la persona che abbiamo accanto.
Anche dopo molti anni, sapere di essere desiderati, apprezzati e considerati importanti fa bene alla relazione.
Imparate a conoscervi anche nei momenti difficili
La vera complicità non si vede soltanto quando tutto va bene.
Si vede soprattutto quando arriva un problema.
Una coppia complice non è una coppia che non litiga mai. È una coppia che, anche durante un contrasto, cerca di non trasformare l’altro in un nemico.
Si può essere arrabbiati senza ferire deliberatamente.
Si può avere un’opinione diversa senza svalutare quella dell’altro.
E soprattutto si può imparare a chiedere scusa quando ci si rende conto di aver sbagliato.
Affrontare insieme le difficoltà può rendere una coppia più unita, perché insegna a entrambi che il problema è qualcosa da affrontare insieme e non necessariamente una guerra da vincere.
Evitate di trasformare la relazione in un controllo continuo
La complicità ha bisogno di fiducia.
Controllare il telefono, voler sapere sempre dove si trova l’altra persona, interpretare ogni ritardo come un segnale negativo o pretendere continue rassicurazioni può creare l’effetto opposto.
Una persona si sente davvero vicina a noi quando sa di poter avere anche i propri spazi.
Amare qualcuno non significa possederlo.
La fiducia non significa essere certi che non accadrà mai nulla, ma scegliere di costruire un rapporto nel quale entrambi possano sentirsi liberi e rispettati.
Condividete anche le piccole cose
A volte pensiamo che per creare intimità sia necessario parlare soltanto delle questioni importanti.
In realtà raccontare una piccola cosa successa durante la giornata può essere un modo per coinvolgere l’altra persona nella nostra vita.
“Ho visto una cosa che mi ha fatto pensare a te.”
“Ho sentito una canzone che mi ha ricordato quella sera.”
“Ho trovato quel posto di cui parlavamo.”
Sono piccole frasi, ma comunicano una cosa importante: mentre vivevamo la nostra giornata, l’altro era comunque presente nei nostri pensieri.
Ed è anche questo che crea complicità.
Imparate a capire il vostro linguaggio
Ogni coppia, con il tempo, sviluppa un proprio modo di comunicare.
Uno sguardo, una parola, un sorriso o un gesto possono arrivare a significare molto più di quello che apparentemente esprimono.
Conoscere questi piccoli segnali significa imparare a riconoscere l’altro.
Capire quando ha bisogno di parlare e quando invece ha bisogno di un po’ di silenzio. Sapere quando una battuta può farlo sorridere e quando è meglio essere semplicemente presenti.
Questa conoscenza reciproca non arriva immediatamente. Si costruisce osservandosi e vivendo insieme.
Non abbiate paura della vulnerabilità
Per creare vera complicità bisogna anche avere il coraggio di mostrarsi per quello che si è.
Non soltanto nei momenti in cui siamo sicuri di noi stessi, ma anche quando abbiamo paura, siamo fragili o non sappiamo cosa fare.
Raccontare una propria insicurezza alla persona che amiamo significa affidarle una parte delicata di noi.
Quando dall’altra parte troviamo ascolto e rispetto, il legame può diventare ancora più profondo.
Non serve essere sempre forti.
In una relazione autentica dovrebbe esserci spazio anche per le nostre fragilità.
Fate sentire l’altro importante
Non aspettate sempre le occasioni speciali per dimostrare il vostro affetto.
Ringraziate.
Fate un complimento.
Riconoscete un gesto che l’altro ha fatto per voi.
Dite quando siete orgogliosi di lui o di lei.
A volte pensiamo che certe cose siano scontate perché le proviamo, ma l’altra persona non può sempre sapere quello che abbiamo dentro.
Dire ciò che sentiamo può fare una grande differenza.
Mantenete uno spazio solo per voi due
Quando la vita diventa piena di impegni, lavoro, famiglia, amici e responsabilità, la coppia rischia di diventare soltanto una parte della routine quotidiana.
Per questo è importante trovare dei momenti nei quali essere semplicemente voi due.
Non necessariamente una vacanza o una cena costosa.
Può essere una passeggiata, una serata senza telefoni, una colazione fuori casa o anche mezz’ora trascorsa a parlare prima di andare a dormire.
La qualità del tempo insieme conta spesso più della quantità.
Non cercate di essere perfetti
La complicità non nasce dalla perfezione.
Nasce dalla possibilità di sentirsi accolti.
Non dovete sempre dire la cosa giusta, apparire sicuri o avere una soluzione per ogni problema.
Potete anche sbagliare, cambiare idea, avere una giornata difficile o semplicemente essere stanchi.
Una relazione diventa più autentica quando entrambi sentono di poter essere se stessi senza dover recitare continuamente una parte.
La complicità non si può fingere
È importante ricordare che la complicità non può essere costruita da una sola persona.
Puoi fare il primo passo, ascoltare di più, creare occasioni per stare insieme e cercare di migliorare il rapporto.
Ma dall’altra parte deve esserci la stessa disponibilità.
La complicità nasce dall’incontro di due persone che hanno voglia di conoscersi, scegliersi e condividere una parte della propria vita.
Se soltanto uno cerca continuamente il contatto e l’altro si allontana, non si tratta semplicemente di trovare la tecnica giusta.
In una relazione autentica deve esserci reciprocità.
Come capire se nella vostra relazione sta crescendo la complicità?
Ci sono alcuni segnali semplici.
Vi viene naturale raccontarvi le cose.
Riuscite a ridere insieme anche delle situazioni più banali.
Avete ricordi e abitudini che appartengono soltanto a voi.
Potete parlare anche di argomenti difficili senza avere paura di essere giudicati.
Sapete quando l’altro ha bisogno di vicinanza e quando invece ha bisogno di spazio.
Vi cercate non soltanto quando avete bisogno di qualcosa.
State bene anche senza dover continuamente fare qualcosa di speciale.
E, soprattutto, sentite che essere insieme non significa perdere voi stessi, ma avere accanto qualcuno con cui poter condividere più liberamente ciò che siete.
In conclusione
La complicità non è qualcosa che si conquista una volta per tutte.
È un filo che si costruisce giorno dopo giorno attraverso l’ascolto, la fiducia, il rispetto, le risate, le esperienze condivise e quei piccoli gesti che spesso sembrano insignificanti.
Non servono grandi dimostrazioni d’amore.
A volte la complicità nasce semplicemente da due persone che continuano ad avere voglia di conoscersi, anche dopo essersi già conosciute.
Perché amare qualcuno significa anche non smettere mai di scoprirlo.
E forse la forma più bella di complicità è proprio questa: poter guardare la persona che abbiamo accanto e pensare che, nonostante il tempo passato insieme, ci sia ancora qualcosa di lei che abbiamo voglia di conoscere.
Biagio Banigi
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