Marta e Francesco si erano sposati poco più che ventenni con un figlio in arrivo

Anche se il loro era tecnicamente un matrimonio riparatore erano assolutamente felici e convinti. Si amavano da quando avevano 16 anni e non avevano preoccupazioni economiche, lui lavorava con il padre nell’officina di famiglia da quando aveva finito la scuola superiore, mentre lei studiava per diventare insegnante. Anche i loro genitori erano stati contenti, vivevano nello stesso quartiere e si consideravano già una grande famiglia. I primi tempi furono bellissimi: la casa nuova da arredare e poi da vivere, la nascita della bambina, una vispa principessa dai capelli biondi, la laurea di Marta che era riuscita a proseguire gli studi grazie all’aiuto dei nonni che facevano a gara per tenere Diletta quando lei doveva studiare o sostenere un esame. Credevano di essere felici e che nulla avrebbe potuto intaccare quella loro felicità. Tutti concentrati sulla bambina, avevano smesso di uscire, trovavano troppo distanti i loro coetanei presi solo dalle uscite, dalle inaugurazioni di locali, dalla moto o dalla macchina nuova. Passarono gli anni, molto in fretta, Francesco aveva rilevato l’officina del padre, nel frattempo andato in pensione, e Marta insegnava in una scuola media della sua città. Diletta era diventata una giovane donna, pronta a spiegare le ali verso l’autonomia.

E arrivò il giorno in cui l’accompagnarono nella città dove aveva scelto di frequentare una prestigiosa università, la aiutarono a sistemarsi nella nuova casa e poi la lasciarono, con baci, abbracci e mille raccomandazioni. Erano ancora giovani, due quarantenni che in tutti quegli anni si erano ripromessi di godersi la vita appena la loro bambina fosse cresciuta. Ma non fu così. Si accorsero che senza la ragazza non avevano nulla da dirsi, Marta non capiva cosa ci potesse essere di interessante nel riparare un motore e Francesco si annoiava nel sentir parlare di lezioni e ragazzi demotivati.

Erano talmente distanti che non avevano neanche voglia di fare qualcosa insieme, di uscire, iscriversi in palestra, andare al cinema o al teatro. Francesco soprattutto si ritirava a casa stanco e bocciava sistematicamente le proposte della moglie. Fu in quel periodo che a scuola arrivò un nuovo supplente Stefano, un quarantenne belloccio e simpatico, che iniziò a corteggiare Marta. All’inizio era un solo un gioco piacevole, Marta si sentiva lusingata da quelle attenzioni, poi pian piano le sembrò di riscoprire emozioni ormai sopite, i batticuori, le farfalle nello stomaco e i baci rubati nei posti più impensati. Parlò con Francesco una domenica a pranzo, non era una donna capace di tenere il piede in due scarpe, gli spiegò che non lo amava più, che voleva lasciarlo.

Lui accettò la situazione senza fare storie, probabilmente provava lo stesso sentimento e presto si trasferì nel piccolo appartamento sopra l’officina. Per Marta seguì un periodo esaltante, si sentiva viva, donna come non le capitava da tempo, usciva, trascorreva fine settimana al mare o in città che non aveva mai visto. Il divorzio fu quasi indolore, pacifico, senza tensioni. Dopo il divorzio Stefano iniziò a trascorrere sempre più tempo a casa di Marta, a passarvi la notte, a lasciare lì le sue cose. E quando Marta le trovava in giro per casa e doveva riporle, perché lui aveva tanti pregi, ma non l’ordine, le cresceva un’insofferenza sempre maggiore. Si accorse che la crescente presenza di quell’uomo le creava un sottile disagio, un’insofferenza sempre più intollerabile. Finiva che litigavano sempre più spesso e che sempre più spesso lei si interrogasse sui suoi sentimenti. Rincontrò Francesco alla festa di 50 anni di un comune amico.

In quegli anni si erano intravisti, i loro rapporti erano stati civili, ma non avevano mai scambiato più di due parole e sempre per risolvere problemi pratici e spesso alla presenza di Stefano. Quella sera fu come tornare indietro nel tempo; gli amici dell’adolescenza, qualche bicchiere di vino li fecero sentire spensierati e allegri e finirono per ritrovarsi da soli in terrazza a fumare una sigaretta dopo un lento sulle note di una vecchia canzone. All’improvviso fu come se non avessero mai smesso di vedersi e fu naturale baciarsi.

Il periodo che seguì fu strano, Marta divenne l’amante del suo ex marito, sentiva di amarlo più di prima, ma non si decideva a lasciare Stefano. Finchè una sera Francesco la portò a cena fuori e le chiese di sposarlo con tanto di fiori e di anello. La gioia che provò fu incontenibile e le diede la forza di lasciare Stefano. Si sposarono a maggio, nel giorno che sarebbe stato quello del loro 25esimo anniversario.

Rossella S.

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