Ci sono giorni in cui basta un saluto,
una parola lasciata andare come un petalo nel vento, per sentirsi ancora parte di qualcosa che non c’è più.

Sono quei momenti in cui il cuore si accende da solo, come se riconoscesse una musica che non suoniamo più, ma che vive ancora da qualche parte dentro di noi.

E in quello scambio lieve, quasi invisibile agli occhi del mondo, succede qualcosa di dolce: non torniamo al passato,
ma lo sfioriamo con la punta delle dita,
come si accarezza un ricordo amato.

Non è bisogno, non è mancanza.
È amore che ha imparato a stare in silenzio,
ma non ha dimenticato come si sente.

Perché certe storie non finiscono davvero:
semplicemente cambiano forma,
restano aria, luce, battito.
Restano in quel modo in cui, a volte,
basta una parola per ricordarci
che un pezzo di noi ha conosciuto la meraviglia.

Biagio Banigi

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