Lettera d’amore di speranza

Mi sento così male al solo pensiero di aver potuto ferire il tuo sorriso, di aver in qualche modo potuto offuscare il sole che splendeva dentro di te. Mi sento male e vorrei tanto spegnermi, accasciarmi su me stesso lasciarmi andare al Nulla. Vivevo di te, del tuo amore. Dei tuoi occhi così grandi, così belli. Oddio quanto sto male all’idea di averti fatto del male. Il senso di colpa è così forte che mi distrugge, annienta ogni mia positività. Se penso di perderti tutto è buio intorno a me. Sei tu l’arcobaleno che colora la mia vita e sempre e solo tu il metro che misura ciò che è bello o buono o brutto. Mio io ma come ho potuto? Io ti amo come le stelle amano il cielo, ti amo come il fuoco ama la legna, senza di te non potrebbe ardere ed io non potrei esistere. Ti amo come l’ape ama il miele, ne da e ne prende vita, ti amo come il mare ama la pioggia, attraverso cui si ricicla e torna a vivere. Sto piangendo. Penso a come sarebbe stato un figlio tutto nostro. Un piccolo “pupacciotto” col tuo sorriso e con la tua voglia di amare il mondo. Non oso chiedere di credermi, non posso chiederti di credermi ancora.
Eppur lo vorrei. Lo vorrei come si desidera l’acqua nelle onde soffocanti del deserto, lo vorrei come il condannato a morte vorrebbe un attimo ancora di vita. Ieri mi hai stretto le mani ed io faticavo a scorgere dove finisse il mio braccio e dove invece iniziasse il tuo. Quel contatto mi faceva entrare dentro di te e non ne uscivo, non ne uscirò mai. Le lacrime, il dolore, a cosa servono adesso se non puoi entrare nel mio cuore e leggerne sotto le cicatrici e le piaghe i suoi unici pensieri.
Dirti addio sarebbe come diventare cieco perché dopo di te non vedrei più nessuno.
Dio non so se esisti, io stesso più volte ho dubitato della tua esistenza e mi sento indegno di rivolgermi a te, soprattutto adesso, nella più cupa disperazione. Ma se proprio pensi che tutto questo non debba andare sprecato allora sorridi a questo amore così provato. Io sono pronto a donarle financo il mio sangue ed a trasfonderlo nel suo cuore ferito sino all’ultimo mio respiro.
Il vento dell’apatia soffia forte nel mio cuore martoriato come il corpo di un uomo passato alla fucilazione. Soffia forte attraverso i suoi mille fori scavati dalle pallottole e brandelli di pelle sbattono forti come finestre di un vecchio casolare abbandonato.
Io voglio starti accanto per tutta la vita, vedere la maturità rugare il tuo ed il mio volto, sempre bellissimo ancorché provato dalla brevità della nostra vita. Voglio armarmi della certezza della tua presenza fino all’ultimo giorno
Questa lettera navigherà racchiusa nella bottiglia delle mie speranze attraverso i mari del web, affinché tu possa un giorno raccoglierla e leggendone il contenuto ricondurmi al suo autore e magari capire quanto è vero il mio Amore.
Non vorrei si arenasse sulla sabbia dei giorni che passano veloci ed immemori del passato ci spingono verso nuove braccia.
Non avevo la tua fiducia e non la ho mai guadagnata. Sarebbe bastato che un bacio avesse domato la rabbia ma…
Le impronte dei miei passi come nuvole hanno calpestato e sporcato l’azzurro del cielo.
Un tempo però ti dissi che il vero Amore è come il cielo, potrà oscurarsi ma non potrà mai finire.
Chissà se tu ci credi ancora…

Inviata a Giuseppe

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