Agosto regala giornate bellissime: il sole caldo, l’aria che profuma di sale, i tramonti che sembrano dipinti. Sarebbe stato perfetto incontrarti qui, al mare. Ti immagino accanto a me, in una passeggiata leggera, senza pensieri… solo io e te, con il rumore delle onde a fare da sfondo.

Avrei voglia di sfiorarti la mano, di sentire la tua presenza vicina ma so che dovrò ancora aspettare, chissà quanto, prima che quel giorno arrivi davvero. Per ora, l’unico modo in cui riesco a incontrarti è nei sogni.

Come stanotte, quando mi sono svegliato e, quasi senza accorgermene, sussurravo il tuo nome.

E ogni volta che succede, cresce dentro me la sensazione che quel sogno, forse, resterà solo un sogno.

Biagio Banigi


Il pensiero racconta il desiderio di vivere un momento semplice e autentico con qualcuno che si vorrebbe accanto: una passeggiata al mare, una mano intrecciata, la presenza che dà pace. L’estate diventa il simbolo di ciò che potrebbe accadere, con le sue giornate luminose e i tramonti che sembrano chiamare un incontro che però non arriva. L’attesa è lunga, incerta, e questo porta a rifugiarsi nei sogni, unico luogo in cui quella persona appare davvero. Quando ci si sveglia sussurrando il suo nome, si capisce quanto il sentimento sia vivo, quanto accompagni anche senza volerlo. Ma proprio questa intensità porta con sé una malinconia sottile: la paura che ciò che si desidera resti confinato nel sogno, senza diventare realtà. In fondo, il testo parla della dolcezza del desiderio, della fragilità dell’attesa e della consapevolezza che, almeno per ora, l’immaginazione è l’unico spazio in cui quell’incontro esiste.

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