Esistono due mondi. Il primo è quello dei desideri, delle emozioni, dei sogni. È il mondo che sentiamo più nostro, perché in esso ogni cosa ha il sapore di ciò che vorremmo vivere davvero. Ogni emozione è pura, ogni speranza è infinita, ogni pensiero è libero. In quel mondo, non ci sono limiti, né barriere. Lì possiamo essere chi vogliamo, amare senza paura di essere feriti, vivere senza il peso delle responsabilità che la realtà ci impone. Nei sogni possiamo restare interi, possiamo abbandonare ogni dubbio, ogni incertezza, e in essi non c’è spazio per il rimpianto. È il regno dell’impossibile che sembra diventare possibile, il rifugio dove ogni angolo della nostra anima trova finalmente pace.

Eppure, accanto a questo mondo ideale, c’è l’altro, quello che chiamiamo “reale”. È il mondo delle scelte, delle distanze, delle verità scomode che non possiamo ignorare. È quello che ci costringe a guardare in faccia la realtà, anche quando il cuore desidera voltarsi dall’altra parte. La verità è che, prima o poi, dobbiamo fare i conti con il mondo reale, con le sue difficoltà, con le sue regole, con la sua durezza. Non possiamo restare per sempre nei sogni, nel rifugio delle illusioni. La vita ci chiama, ci chiede di affrontare ciò che siamo, ciò che abbiamo, ciò che possiamo davvero fare.

Eppure, è nel primo mondo che abitiamo più a lungo. Perché nei sogni siamo liberi, siamo interi, siamo amati senza condizioni. Lasciarlo, però, è difficile, quasi doloroso. Significa ammettere che alcune cose non saranno mai come le avevamo immaginate, che alcuni desideri rimarranno in sospeso, che le risposte che speravamo non arriveranno mai. È una realtà che ci sfida, che ci chiede di crescere, ma che ci lascia anche con quel senso di vuoto, di qualcosa che manca, di un sogno interrotto.

E allora restiamo lì, in quel limbo sospeso, dove tutto sembra ancora possibile. Dove i sogni sono vivi, brillano e ci nutrono, anche se sappiamo che prima o poi dovremo fare il passo più difficile: lasciare quel mondo e imparare a camminare nella realtà. Ma camminare nella realtà non significa dimenticare i sogni. No, camminare nella realtà significa portarsi dentro il meglio di quei sogni, quel coraggio di sperare, quella capacità di amare senza paura, quella bellezza che ci ha fatto sentire vivi. È proprio questo che dobbiamo imparare a portare con noi, non come un peso, ma come un ricordo che ci tiene ancorati a ciò che siamo veramente.

Perché, in fondo, anche se dovremo lasciare i sogni per affrontare il mondo, nessuna esperienza sarà mai veramente vana. I sogni, quelle emozioni che sembravano impossibili da realizzare, ci hanno dato qualcosa che nessuna realtà potrà mai toglierci: la consapevolezza di poter sognare, di poter amare senza confini, di poter vivere con il cuore aperto. E anche nel mondo reale, troveremo il modo di farli vivere, di tenerli vivi dentro di noi. Non per dimenticarli, ma per ricordarci che hanno avuto un senso, che ci hanno fatto sentire davvero vivi. Perché, alla fine, è questo il vero significato della vita: non smettere mai di sognare, nemmeno quando camminiamo nella realtà.

Biagio Banigi

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