Non so bene da dove cominciare, né se avrò mai il coraggio di consegnarti davvero queste parole. Forse resteranno chiuse in un cassetto, forse le leggerai un giorno, forse no. Ma sento che se non le scrivo, esplodo.

Da quando ti conosco, qualcosa in me è cambiato. Non è successo all’improvviso, non è stato un colpo di fulmine. È stato un lento avvicinarsi, un riconoscersi senza dirlo, un sentirti vicina anche quando sei dall’altra parte dell’ufficio.

Ogni mattina, quando arrivi, il mio mondo si sistema. Non lo sai, ma il tuo sorriso è diventato la mia abitudine preferita. E quando mi chiedi “Come va?”, cerco di rispondere con naturalezza, mentre dentro di me tutto si muove, tutto si accende, tutto si confonde.

Non ho mai avuto il coraggio di dirtelo a voce. Ho paura. Paura di rovinare ciò che abbiamo, paura di metterti in difficoltà, paura che tu possa allontanarti. Ma soprattutto paura di non essere abbastanza per te.

Eppure, ogni volta che ti vedo ridere, ogni volta che ti vedo concentrata, ogni volta che ti vedo passare accanto a me con quella tua grazia inconsapevole, sento che il mio cuore ti riconosce. Senza chiedere il permesso. Senza chiedere spiegazioni.

Vorrei dirti che mi piaci. Che mi piaci davvero. Che mi piaci in quel modo che non si può nascondere, anche se io ci provo ogni giorno. Mi piaci quando sei felice, mi piaci quando sei stanca, mi piaci quando sei distratta, mi piaci quando mi guardi e non sai che sto trattenendo il respiro.

Vorrei dirti che sei diventata la mia dolce ossessione, la mia distrazione preferita, la mia calma e il mio caos. Vorrei dirti che quando parli, ti ascolto più di quanto ascolti chiunque altro. Vorrei dirti che quando ti avvicini, il mondo si restringe e rimani solo tu.

Non so cosa succederà. Non so se queste parole ti arriveranno mai. Non so se tu provi qualcosa, o se per te sono solo un collega come tanti. Ma so che ciò che provo è vero, è pulito, è profondo. E meritava di essere scritto.

Se un giorno troverò il coraggio, forse te lo dirò guardandoti negli occhi. Per ora, ti lascio questa lettera che non so se leggerai mai. Ma almeno, per una volta, ho smesso di nascondermi.

Inviato da Roberto

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