A volte accade di voltarsi indietro e incontrare tutte le cose che non abbiamo vissuto: occasioni rimandate, desideri lasciati in silenzio, emozioni intuite ma mai abbracciate davvero. Sono frammenti che ci accompagnano come pagine rimaste bianche in un libro che continuiamo comunque a sfogliare. E inevitabilmente ci chiediamo come sarebbe andata, quali parti di noi avrebbero potuto sbocciare se avessimo seguito il cuore invece delle paure.

Eppure, ciò che non abbiamo vissuto non è un peso, né un vuoto da colmare.

È una presenza sottile, quasi romantica, che continua a parlarci.

È la prova che dentro di noi qualcosa è ancora vivo, in movimento, capace di desiderare, di immaginare, di sperare. Ogni mancanza, ogni strada non percorsa, diventa un invito a restare vigili, curiosi, aperti. A non lasciare che la routine spenga la nostra luce, né che il passato scriva il finale al posto nostro.

C’è una forma di giovinezza che nasce proprio da qui: dal non aver vissuto tutto ciò che avremmo voluto.Perché quel vuoto non ci indurisce, anzi ci rende più sensibili.

Ci permette di guardare il mondo con una meraviglia che non invecchia, come se ogni giorno potesse portare qualcosa di inatteso, capace di risvegliare ciò che credevamo assopito.

In questo c’è qualcosa di profondamente filosofico e romanticamente umano: la consapevolezza che siamo fatti non solo di ciò che è accaduto, ma anche di ciò che ci è mancato. Sono quelle assenze a renderci più attenti, più veri, più capaci di sentire. È grazie a loro che il cuore continua a bussare, rifiutandosi di diventare cinico o stanco.

E allora non è un fallimento, non è un rimpianto sterile.

È un richiamo.

Un promemoria che la vita non ha smesso di offrire possibilità, che ogni momento può ancora sorprenderci, che dentro di noi c’è uno spazio che chiede di essere vissuto, e che proprio questo spazio ci mantiene giovani.

Perché, alla fine, il “non vissuto” non vuole farci soffrire: vuole ricordarci che abbiamo ancora vita da vivere.

E che la giovinezza più vera non appartiene al corpo, ma al cuore che non smette mai di desiderare. 

Biagio Banigi

Loading

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *