Frasi e poesie di Walter Whitman

Foto del poeta Walt Whitman

Non scomporti, sii a tuo agio con me, sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti…finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie di frusciare per te le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te

Io celebro me stesso, io canto me stesso, e ciò che io suppongo devi anche tu supporlo, perché ogni atomo che mi appartiene, è come appartenesse anche a te.

Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l’ho scordato.

Se è tardi a trovarmi, insisti, se non ci sono in un posto, cerca in un altro, perché io son fermo da qualche parte ad aspettare te.

Tra i rumori della folla ce ne stiamo noi due, felici di essere insieme, parlando poco, forse nemmeno una parola.

Niente resiste tranne le qualità della persona.

Non ho alcun dubbio che ho meritato i miei nemici, ma non sono sicuro di aver meritato i miei amici.

Straniero, se camminando ti imbatti in me e hai voglia di parlarmi, perché non dovresti farlo? E perché io non dovrei parlare con te?

Eravamo insieme.
Tutto il resto del mondo l’ho scordato.

Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.

In un remoto recesso della palude,
canta un uccello timido, nascosto.

Il tordo, solitario,
l’eremita rinchiuso in te stesso, che fugge i villaggi, canta a se stesso un canto.

Canto della gola sanguinante,
canto di vita sgorgato dalla morte (perché, caro fratello, io so bene che se ti fosse impedito di cantare, certamente tu ne moriresti).
Walt Whitman

Ho conosciuto un veggente
che trascurava gli oggetti e i colori del mondo,
i campi dell’arte e del sapere, i sensi, la gioia,
per spigolare idoli

Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
L’apparenza non deve ostacolare, né l’ambito mutato confonderti il cervello.

Attraversai una volta una città popolosa, imprimendomi nel cervello,
per più tardi servirmene, gli aspetti, le
architetture, gli usi, le tradizioni,
Ebbene adesso di tutta quella città ricordo appena una
donna, che per caso incontrai e che mi trattenne
per amore sincero,
Un giorno dopo l’altro, una notte dopo l’altra si stava insieme – tutto il resto da tempo l’ho scordato,
Ricordo, ripeto, soltanto quella donna che appassionata a me si stringeva,
Me la vedo accosto, con quelle labbra tristi, che tremano
in silenzio.

Fonte testi: internet

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